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Piante e bulbi

RICINO

I semi del ricino contengono una fitotossina, la ricina e un alcaloide, la ricinina. La pianta risulta tossica anche per l’uomo: l’ingestione di 2-3 semi può infatti provocare la morte di un bambino. Tuttavia l’olio di ricino (purgante) non è tossico.

BELLA DI NOTTE

La bella di notte è una pianta comune dei nostri giardini della famiglia delle Nyctaginaceae i cui semi e radici risultano tossici.
I principi attivi che la rendono tale sono alcaloidi, resine e arabinosio. La tossicità si esplica a livello del tratto digerente, dove determina soprattutto irritazione.

OLEANDRO

L'oleandro è un arbusto  sempreverde indigeno delle regioni mediterranee.
Il principio attivo è l'oleandrina, un glucoside cianogenetico che svolge a livello cardiaco un'azione simile a quella della digossina.

Sintomi Nausea, vomito, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici, diarrea sanguinolenta.

STELLA DI NATALE

Stella di Natale, della famiglia delle Euphorbiacee, è una popolare pianta da appartamento, presente soprattutto nel periodo natalizio.
Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per ingestione e/o masticazione di foglie e brattee. La pianta contiene una linfa color bianco latte con euforboni, alcaloidi e triterpeni.

Sintomi La sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente (più gravi se oculari), dermatiti vescicolari, bruciore a lingua e labbra, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, edema, tremori.

MONSTERA

La monstera, appartiene alla famiglia delle Aracee.
Può accadere che cani e gatti mastichino la pianta. Studi recenti indicano la presenza di una sostanza l' istamina.

Sintomi Dopo la masticazione si ha evidenza di dolore e irritazione e compare ipersalivazione. Tuttavia risulta più pericoloso il rigonfiamento a livello faringeo; anche la lingua si gonfia tanto da protrudere fuori dalla bocca. La respirazione è resa infatti difficoltosa, fino ad avere forte dispnea.

Dieffenbachia

Dieffenbachia, è una diffusa pianta d’appartamento della famiglia delle Aracee, priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli.

Sintomi L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose buccali, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, ematuria, albuminuria, nefrite acuta.

AGRIFOGLIO

L’agrifoglio, è un arbusto o albero sempreverde della famiglia delle Aquifoliacee alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente.
L’ingestione di bacche e foglie è tossica per cani e cavalli.
I principi attivi sono licina e tannini.

Sintomi I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, coma e morte.

VISCHIO

Il vischio è un arbusto perenne sempreverde della famiglia delle Lorantacee. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento.
Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene viscotossine.
L’intossicazione ha andamento stagionale per ingestione di grandi quantità di frutti nel periodo natalizio.
Le bacche attraggono cani, equini, bovini mentre tordi e merli, che se ne cibano, sono immuni.

Sintomi L’ingestione determina atassia, midriasi, salivazione, vomito, diarrea, poliuria, ipotensione, coliche e morte se non si interviene mediante trattamento sintomatico.

FILODENDRO

Il filodendro è una comune pianta da appartamento della famiglia delle Areacae, pericolosa soprattutto per i nostri amici felini (ma non innocua per i cani). La minaccia è rappresentata da foglie, piccioli e fusto, contenenti una linfa estremamente irritante per pelle e cavo orale. Sintomi: allo stesso modo della dieffenbachia, la sintomatologia da intossicazione interessa l’apparato digerente: masticazione e ingestione provocano problemi gastroenterici, dolori addominali, infiammazioni e gonfiore al cavo orale. Si aggiungono più seri problemi ai reni: nefriti acute possono causare insufficienza renale e, se non si interviene repentinamente, la morte.

CICLAMINO

Il ciclamino appartiene alla famiglia delle Primulaceae, che comporta davvero pochi accorgimenti per preservare l’integrità della pianta anche in inverno, sia per l’oggettiva bellezza dei fiori, dalle svariate tonalità rosa-violacee. I principi attivi che rendono il ciclamino tanto tossico per i nostri animali sono ciclamina e saponine. Sintomi: la velenosità interessa tutta la pianta che può risultare dannosa, in egual misura, sia per i cani sia per i gatti, provocando gravi problemi gastro-intestinali e, in alcuni casi, portando addirittura alla morte. Il grado di tossicità del ciclamino è maggiore nel bulbo che essendo interrato non è solitamente a disposizione immediata dei nostri amici a quattro zampe. Se ingeriti, anche i fiori possono essere causa di diarrea, vomito e portare a convulsioni.

TASSO

Il tasso è Utilizzato spesso come siepe da giardino, il tasso è una conifera sempreverde che produce delle specie di bacche rosse. Se la polpa delle bacche risulta commestibile, lo stesso non può essere detto per il seme, per i rami, la corteccia e le foglie, altamente tossici. Questa tossicità è data dalla tassina, un principio attivo dall’effetto narcotico e paralizzante. Sintomi: gli effetti della tassina svariano da semplici nausee accompagnate da vomito e diarrea, a ben più gravi forme di alterazioni al funzionamento del sistema nervoso che possono provocare convulsioni, complicazioni respiratorie e portare altresì al coma. La tossicità varia a seconda della stagione e del grado di maturazione delle varie parti della pianta. I sintomi da intossicazione da tasso passano, inoltre, da disturbi gastro-intestinali ad abbassamento della frequenza cardiaca con vasodilatazione, ipotermia e problemi respiratori.

EDERA

L’edera è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae. L’edera “cammina” anche a livello del terreno e può rappresentare un buon angolino in cui cani e gatti possono nascondersi. Attenzione però: le sue foglie, così come i suoi fiori e bacche, se ingerite, possono provocare problemi gastro-enterici e risultare estremamente dannose per la salute dei nostri amici a quattro zampe. Sintomi: in seguito a una sua assunzione, sono riscontrabili vomito, nausea, diarrea, tremori diffusi e scompensi respiratori. Con un consumo cospicuo di edera gli animali rischiano di andare in contro a morte certa, propiziata da una depressione nervosa e cardiaca.

AZALEA

L’azalea è una pianta da guarino molto comune. Le sue foglie e il suo nettare sono fortemente irritanti, rischiosi per i nostri amici animali anche in quantità minime: quando ingeriti possono causare problemi gastrointestinali, neurologici e cardiologici anche letali. Sintomi: perdita di appetito, disturbi digestivi acuti, salivazione eccessiva, coliche, diarrea, debolezza, depressione, frequenza cardiaca debole, paralisi. Un’intossicazione grave può portare al coma o alla morte per arresto cardiocircolatorio.

Cycas Revoluta / Sago Palm

La Cycas Revoluta chiamata anche Sago Palm. Tutte le parti della Cycas, la polpa dei semi, le foglie, i gambi, sono velenose ma i più pericolosi sono i semi, perché qui le sostanze tossiche sono presenti ad una più alta concentrazione; per questo motivo anche l’ingestione di una o due noci può creare problemi molto gravi. Inizialmente, qualche ora dopo l’ingestione di parti della Cycas, compaiono frequenti episodi di vomito, diarrea, sete molto intensa e abbondante salivazione. Dopo qualche giorno invece inizia a manifestarsi l’azione tossica a livello del fegato. Sia l’effetto delle tossine che il danno epatico sono responsabili dei sintomi neurologici, quali grave abbattimento e convulsioni che spesso si associano a questo avvelenamento. Il numero di cani che muore a causa dell’intossicazione da Cycas è molto elevato perché non esistono degli antidoti specifici. E’importante quindi intervenire il prima possibile. Portando il cane dal veterinario subito dopo l’ingestione questi potrà indurre il vomito delle parti della pianta prima che le tossine siano state assorbite.